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Pegging: cos’è e come farlo bene, dalla prima volta

Lei indossa uno strap-on, lui riceve. Il pegging unisce il piacere della prostata a uno scambio di ruoli che per molte coppie è la parte più eccitante. Funziona se si va piano, con il materiale giusto e senza fretta di arrivare.

Redazione Mistress in Città · aggiornato il 31/10/2026 · 8 minuti di lettura

In breve

  • Pegging indica la penetrazione anale di un uomo da parte della partner con uno strap-on.
  • Il nome è nato nel 2001 da un voto dei lettori della rubrica americana Savage Love.
  • Non dice niente sull’orientamento sessuale: il piacere viene dalla prostata e dallo scambio di ruoli.
  • Si comincia piccoli, con molto lubrificante e un toy con la base svasata.

La parola ha un'origine precisa. Nel 2001 il giornalista americano Dan Savage chiese ai lettori della sua rubrica, Savage Love, di battezzare una pratica senza nome. Quella in cui la donna penetra il partner con uno strap-on. Votarono in oltre diecimila e vinse «peg», davanti a «bob» e «punt».

La pratica, ovviamente, è molto più vecchia del nome. In Italia «pegging» raccoglie circa 14.500 ricerche Google al mese secondo Semrush, e a cercarla sono soprattutto uomini che si chiedono come proporla. Quasi mai il problema è il desiderio. È l'imbarazzo, insieme alla paura di farsi male.

Entrambi si risolvono con la tecnica.

Cos'è il pegging, e cosa non dice di te

Pegging indica la penetrazione anale di un uomo da parte della partner, con un dildo fissato a un'imbracatura, lo strap-on. È una pratica di coppia eterosessuale nella maggior parte dei casi, anche se la parola si usa ormai in senso più largo.

La domanda che arriva prima di tutte è sempre la stessa. Se mi piace, sono gay? No. L'orientamento sessuale riguarda le persone che desideri, non le zone del corpo che ti danno piacere. Un uomo che fantastica di essere penetrato dalla sua compagna sta fantasticando su di lei.

Il pregiudizio però pesa, e spiega perché tanti uomini tengono il desiderio per sé per anni. Vale la pena dirlo alla partner fin dall'inizio, in modo che non debba chiederselo lei.

Perché piace: prostata e scambio di ruoli

Due cose diverse, che spesso si sommano. Una è fisica, l'altra è tutta nella testa, e per alcune coppie conta più la seconda.

La prostata

La prostata si trova a pochi centimetri dall'ingresso, sulla parete anteriore del retto, cioè verso l'ombelico. È ricca di terminazioni nervose e la sua stimolazione può dare un piacere intenso, diverso da quello del pene, che alcuni descrivono come più diffuso. Per raggiungerla non serve andare in profondità: serve la giusta angolazione.

Il rovesciamento dei ruoli

Per lei c'è il ruolo attivo, il ritmo deciso da lei, il corpo dell'altro che si affida. Per lui c'è il piacere di lasciarsi guidare, di non dover dimostrare niente. Molte coppie raccontano che è questa inversione, più della prostata, a rendere il pegging diverso da qualsiasi altra cosa provata prima.

Ed è qui che il pegging incontra la femdom. Per alcune coppie resta un gioco affettuoso e paritario. Per altre lo strap-on diventa il simbolo del potere di lei, dentro una dinamica di dominazione vera e propria.

Cosa serve davvero

Lo strap-on è l'acquisto principale, e la scelta tra imbracatura, dildo e modelli senza cinghie ha una guida a parte, quella sullo strapon. Per la prima volta bastano tre cose: un dildo piccolo con la base svasata, un'imbracatura comoda e regolabile, molto lubrificante.

Il lubrificante non è un dettaglio. L'ano non si lubrifica da solo, e la frizione è la causa più comune di fastidio e piccole lesioni. Ma non tutti i lubrificanti vanno con tutto.

Tabella: il lubrificante a base d'acqua va con preservativi in lattice e toy in silicone, quello al silicone non va con i toy in silicone, quello a base d'olio non va con il lattice
Il lubrificante giusto dipende da cosa si usa: preservativo, toy in silicone o entrambi.

Per iniziare, un lubrificante a base d'acqua di buona densità è la scelta più semplice: va con tutto e si lava via facilmente. Quello al silicone dura molto di più, però va usato con toy in vetro o in acciaio, oppure con un preservativo sopra il dildo.

Il materiale del dildo conta quanto la misura. Silicone di qualità medica, vetro o acciaio si lavano bene e non trattengono batteri. I toy economici in gelatina o PVC morbido sono porosi e, a volte, contengono ftalati: meglio lasciarli sullo scaffale.

Il materiale va pulito dopo ogni uso, con acqua tiepida e sapone neutro. Il silicone senza parti elettroniche si può anche bollire per qualche minuto. Poi si asciuga e si ripone in un sacchetto di stoffa, separato dagli altri toy: alcuni materiali reagiscono a contatto e si rovinano.

E una nota per lei. Esistono strap-on con una seconda estremità che entra nella vagina di chi lo indossa, i cosiddetti doppi o strapless. Danno sensazioni anche a lei e tengono il dildo più stabile, ma richiedono un po' di pratica per non scivolare.

La prima volta, passo per passo

La regola di fondo è che decide lui, il ritmo e la profondità. Lei guida tutto il resto. Chi ha fretta di arrivare alla penetrazione rovina quasi sempre la prima volta.

  1. Parlarne prima, e non a letto. Cosa incuriosisce tutti e due, cosa resta escluso, una parola per fermarsi.
  2. Preparare senza esagerare. Bagno qualche ora prima, una doccia, unghie di lei corte e lisce. Un asciugamano sul letto toglie ogni ansia da pulizia.
  3. Cominciare con le dita. Molto lubrificante, un dito, movimenti lenti, magari con un guanto in nitrile. Molte coppie si fermano qui la prima sera, ed è già un successo.
  4. Passare allo strap-on piccolo. Lui in una posizione in cui controlla la profondità: sopra di lei, oppure di fianco. La pecorina viene dopo.
  5. Andare piano, respirare, parlare. Lui espira mentre lei entra. Lei si ferma appena sente resistenza e aspetta che il corpo si abitui.
  6. Dopo, restare insieme. Due parole su cosa è piaciuto e cosa no, prima di dormire.
Progressione dei diametri: un dito, 2,5 centimetri, da 3 a 3,5 centimetri, 4 centimetri e oltre
Una progressione prudente delle misure: si cambia solo quando la precedente è comoda.

Il punto più sottovalutato è la pazienza tra una misura e l'altra. Giorni, a volte settimane. Lo sfintere si rilassa con il tempo e con la fiducia, non con la forza. Una sera passata solo con le dita prepara la successiva meglio di qualsiasi trucco.

Le posizioni per le prime volte

La posizione decide chi controlla la profondità, e all'inizio deve controllarla lui. Il resto è questione di gusti e di schiena.

PosizioneChi controllaPerché sceglierla
Lui sopra, seduto sullo strap-onLuiLa migliore per la prima volta: scende quanto vuole, si ferma quando vuole
Di fianco, a cucchiaioTutti e dueRilassata, movimenti corti, molto contatto tra i corpi
Lui sulla schiena, gambe sollevateLeiCi si guarda in faccia e lei vede subito ogni reazione; l'angolo favorisce la prostata
PecorinaLeiPiù intensa e più profonda: da tenere per quando la fiducia c'è

Lui sulla schiena è la nostra preferita dopo le primissime volte. Lei vede il viso del partner e legge il fastidio prima ancora che arrivi una parola. Per molte coppie questo sguardo fa metà del piacere.

Un dettaglio pratico che pochi dicono: l'imbracatura stanca. I fianchi di lei lavorano in un modo nuovo, e dopo dieci minuti di movimento si sente. Un cuscino sotto il bacino di lui abbassa l'angolo e risparmia fatica a entrambi.

Gli errori che fanno male

Il primo è usare un oggetto senza base svasata. Il retto può risucchiare un toy liscio, e a quel punto serve il pronto soccorso. Non è un caso raro. In Svezia, tra il 2005 e il 2016, le diagnosi di corpo estraneo nel retto negli uomini sono quasi raddoppiate. Da 1,4 a 2,3 ogni 100.000 persone all'anno. In un grande ospedale di Stoccolma, i sex toy erano il 40% degli oggetti da rimuovere in anestesia.

Il secondo è anestetizzare. Le creme o i lubrificanti «desensibilizzanti» tolgono il dolore, cioè l'unico allarme che avvisa di una lesione. Sconsigliati senza eccezioni.

Il terzo riguarda l'igiene. Dall'ano alla vagina non si passa mai senza cambiare preservativo o lavare il toy, perché i batteri intestinali provocano infezioni. Lo stesso vale per le dita.

Se compare sangue, anche poco, ci si ferma lì. Un piccolo sanguinamento che sparisce subito di solito non è grave. Se continua, o se il dolore dura fino al giorno dopo, va mostrato a un medico senza imbarazzo.

Le paure più comuni, e cosa c'è di vero

Quasi tutte le coppie arrivano alla prima volta con le stesse preoccupazioni. Meglio guardarle in faccia prima, così non arrivano a metà.

La prima è sporcare. Il retto, salvo subito prima di andare in bagno, è quasi sempre vuoto, e un asciugamano scuro risolve il resto. Se succede, si ride, ci si lava e si riprende un'altra sera. Nessuna coppia che lo pratica da tempo ne fa un dramma.

La seconda riguarda lo sguardo di lei. Mi vedrà diverso, meno uomo? Le donne che lo praticano raccontano spesso il contrario: vedere il partner che si fida fino a quel punto crea un'intimità nuova.

Poi c'è il timore di non riuscire più a fare a meno di questo tipo di piacere. Non ci sono prove che vada così. Il pegging si aggiunge al repertorio di una coppia, non lo sostituisce, e molte coppie lo fanno di rado, come un rito speciale.

L'ultima paura è il dolore, e qui la risposta sta tutta nel metodo descritto sopra. Va detto con onestà anche il contrario. A qualcuno, semplicemente, non piace: nessuna sensazione particolare, o un fastidio che non passa. Anche questa è una risposta, e vale quanto un sì.

Come proporlo, e come rispondere

Chi lo propone tende a girarci intorno per settimane, e poi a dirlo male. Meglio una frase semplice, fuori dal letto, che parli di curiosità e non di richiesta. Aiuta partire da un gesto già sperimentato. Se lei ha già usato le dita durante il sesso orale, la strada è più corta di quanto sembri.

Lei, dall'altra parte, ha diritto a tutte le domande, comprese quelle che sembrano ingenue. Cosa ti piace, esattamente? Ti piace l'idea della prostata o quella di essere guidato? Le risposte cambiano molto il modo di farlo. Nel secondo caso il pegging diventa un gioco di potere. Le regole di base su consenso e safeword sono nella nostra guida al BDSM.

A volte la risposta è no, o non ancora. Va bene così. Una coppia che ne ha parlato senza litigare ha già fatto la parte più difficile.

Per scegliere l'attrezzatura senza sbagliare, c'è la guida completa allo strapon: imbracature, modelli senza cinghie, materiali e misure.

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Domande frequenti

Il pegging fa male?

Non dovrebbe. Un fastidio iniziale è normale, il dolore no: è il segnale per fermarsi, aggiungere lubrificante o tornare a una misura più piccola. Chi va piano e si rilassa di solito non sente dolore.

Fare pegging vuol dire essere gay?

No. L’orientamento riguarda le persone da cui si è attratti, non le zone del corpo che danno piacere. Un uomo eterosessuale che ama essere penetrato dalla sua partner resta eterosessuale.

Serve fare un clistere prima?

Di solito no. Basta andare in bagno qualche ora prima e una doccia accurata. I clisteri ripetuti irritano la mucosa; se proprio si vuole, meglio un lavaggio leggero con acqua tiepida, senza saponi.

Che misura di strap-on per iniziare?

Piccola: intorno ai 2,5 centimetri di diametro e una lunghezza modesta. Si passa a una misura più grande solo quando quella precedente è comoda, e solo se lui lo chiede.

Che differenza c’è tra pegging e strap-on?

Lo strap-on è l’oggetto, un’imbracatura con un dildo. Il pegging è una delle pratiche in cui si usa: quella in cui la donna penetra l’uomo. Lo strap-on si usa anche tra donne.

Fonti

FonteCosa ci abbiamo preso
Wordorigins.org, peg / peggingOrigine del termine nella rubrica Savage Love, 2001
Dahlberg e colleghi, Retained sex toys, International Journal of Colorectal Disease, 2019Corpi estranei rettali e sex toy, dati svedesi 2005-2016
Semrush, database Italia, ottobre 2026Ricerche mensili stimate per «pegging» e «strapon»

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